Perché hai deciso di far parte del Gruppo Giovani dell’Ance?
Avendo dedicato molti anni alla mia formazione professionale, con un percorso formativo tuttavia diverso rispetto a quello della maggior parte dei miei colleghi (studi giuridici), ho intrapreso da poco il mio percorso all’ interno del gruppo giovani Ance ed ho iniziato così a partecipare alle iniziative locali e nazionali del gruppo. Ho deciso di farvi parte, inizialmente, per avere la possibilità di confrontarmi con ragazzi e ragazze che sono, da pochi anni, entrati a far parte attivamente nel settore delle costruzioni, che vogliano condividere come me le prime esperienze positive e negative della vita lavorativa, in un contesto, come quello associativo, ove il confronto può divenire la migliore fonte di arricchimento personale e professionale.
Come vedi la nostra professione nel futuro: quali saranno le direttrici su cui dovranno svilupparsi le imprese di costruzione?
L’impresa della mia famiglia appartiene alla categoria delle piccole-medie imprese, che nel panorama nazionale è forse la più tartassata negli ultimi decenni da governi e crisi economica. A ciò si aggiunga che il territorio del nord ovest, nel quale operiamo, è stato ripetutamente colpito da dissesti di natura idrogeologica che hanno messo a dura prova infrastrutture e paesaggio. Sotto il primo profilo, posso solo auspicare che intervengano politiche maggiormente pro-impresa e sviluppo, oltre che progetti mirati ed innovativi di sostegno. Nell’attesa, la nostra professione dovrà, comunque, orientarsi verso nuovi mercati di sbocco, sperimentare nuovi prodotti, migliorarsi sotto il profilo della competitività sul mercato, affrontare la sottocapitalizzazione. Inoltre, soprattutto per quanto riguarda il territorio in cui opera la mia impresa, penso che dovremo adeguarci sempre di più alle richieste di ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici e privati nell’ottica dell’efficientamento energetico, del consolidamento di argini e terreni, il tutto mantenendo costantemente aggiornati i nostri collaboratori e dipendenti alle novità che la tecnologia ci offre e ci continuerà ad offrire.
Come stai affrontando il passaggio generazionale nella tua azienda?
Mia madre con grande passione sta portando avanti l’azienda creata da mio nonno prima e da mio padre poi. Mi impegno quotidianamente nel carpire, come figlia e come donna, l’esempio di forza e determinazione che lei dedica a questa attività. Il compito mio e di mio fratello Alberto sarà quello di onorare l’insegnamento ricevuto dalla nostra famiglia nella vita e nel lavoro, ci impegneremo entrambi con lo stesso entusiasmo e positività ad adeguare l’impresa alle nuove realtà che si prospetteranno, con la mia cultura giuridica da un lato, attraverso quella tecnica di mio fratello dall’altro.
Fare impresa oggi, in qualunque settore, richiede forse più coraggio che nel passato. Quali sono le nuove capacità richieste ad un giovane imprenditore per avere successo?
Viviamo in una realtà che vede andare di pari passo l’innovazione tecnologica con la crisi economica. Fino a quando queste due direttrici proseguiranno in direzioni opposte, per fare impresa dovremo dotarci di un valore aggiunto: massimizzare le competenze e la professionalità, aggiornarci continuamente, intrattenere rapporti con altre imprese, sfruttare le nostre competenze linguistiche per favorire l’internazionalizzazione delle nostre imprese e più che mai conservare un forte entusiasmo.
Il mestiere del costruttore é antico, come antico e profondo l’orgoglio di chi con la sua opera testimonia lo spirito di un epoca. Che cosa significa per te, oggi, essere un giovane costruttore?
Portare avanti il lavoro della mia famiglia, onorare il ricordo di chi ha dedicato una vita a questo settore e a questa impresa. Svolgere una professione che consente di toccare con mano il frutto del nostro lavoro, goderne l’utilità, riportare alla luce le bellezze dei nostri edifici storici, dei teatri, vedere create strutture apprezzate ed utilizzate dalla collettività, veder crescere anche mediante il nostro lavoro le città in cui viviamo.
In questo scenario di grandi cambiamenti, economici, sociali e di mercato, in quale direzione dovrà evolversi l’associazione di categoria per essere sempre più al servizio dell’impresa?
Ritengo che un’associazione di categoria, al di là di rappresentare il luogo ove l’impresa possa trovare gli strumenti per aggiornarsi ed innovarsi, il luogo ove trovare ristoro nel difficile rapporto con enti pubblici e parti sociali, il luogo ove sviluppare contatti tra imprenditori del medesimo settore, debba oggi, più che mai, farsi portavoce degli interessi della piccola e media impresa italiana a livello nazionale ed europeo ed al contempo preparare le imprese alle novità ed alle strategie che il modo politico ed economico ci sottopone costantemente.