Sei il Presidente del Gruppo Giovani ACER. Giovani, una parola che, pur evocando il senso di futuro oggi sembra indicare un futuro non facile.
Purtroppo è così! Sono diventato Presidente nel momento più difficile della storia dell’edilizia romana oltre che dell’economia italiana in genere. La mancanza di risorse pubbliche, il credit crunch, l’inefficienza della pubblica amministrazione e l’incertezza politica hanno portato molte aziende se non al fallimento o alla chiusura ad un generale affaticamento che si riverbera comunque in un sentimento di sconforto e rassegnazione. Tra i giovani questo si traduce in un rischio di abbandono o disinteresse dell’attività familiare non essendo più percepita come un’attività destinata a durare nel tempo. Proprio da qui nasce il principale problema che ho riscontrato all’interno del gruppo: la difficoltà di conservare entusiasmo e coinvolgimento tra i suoi membri che si sentono, nonostante siano all’alba del loro impegno lavorativo, alla fine di un ciclo industriale.
La crisi del credito ed il sistema pubblico a dir pocoinsufficiente stanno paralizzando l’operatività delleimprese. Qualche suggerimento?
Hai centrato i due problemi principali del nostro sistema imprenditoriale.
Per quanto riguarda la crisi del credito, questa va intesa in due sensi: credito alle aziende e accesso ai mutui da parte delle famiglie.
Il primo limita le iniziative e strozza le aziende costrette a rientrare degli scoperti.
Il secondo strozza il mercato non permettendo ai clienti l’approvvigionamento finanziario per acquistare la casa.
Purtroppo le banche, che sono state la causa della crisi in cui ora ci troviamo, si comportano sempre più come fossero imprese esclusivamente private dimenticando il loro fondamentale ruolo “sociale” e privilegiando esclusivamente i loro interessi (investimenti finanziari a breve termine) rispetto ai nostri (mutui fondiari) e a quelli delle famiglie (mutui a lungo termine).
Sulla base di questo va dato atto all’ANCE di aver fatto un’attività di forte pressione sul Ministro dell’Economia ottenendo ottimi risultati e cioè lo stanziamento da parte di Cassa Depositi e Prestiti di ingenti plafond dedicati alle pmi e ai mutui delle famiglie dai quali le banche ordinarie possono attingere.
Il mio auspicio è che le banche realmente utilizzino questi fondi e ne facciano pubblicità e che questi possano essere, una volta terminati, riconfermati dalla CDP.
Per quanto riguarda l’amministrazione pubblica io suggerirei una riforma radicale. Alleggerimento forte ed immediato dei costi attraverso una profonda spending review e dimagrimento pesante della struttura pubblica (i lavoratori delle imprese private che falliscono sono meno importanti di quelli pubblici?).
Un Presidente del Consiglio trentanovenne, segnali di speranza o sensazione di dubbioso rinnovamento?
Domanda da un milione di euro… Sicuramente Renzi, a prescindere dall’età, rappresenta nell’immaginario collettivo l’uomo nuovo, colui che potrebbe condurre ad un cambiamento radicale il Paese. Purtroppo per scelta o necessità è diventato Presidente del Consiglio senza passare per il voto. Non proprio l’ideale della governabilità. Io personalmente spero che riesca, facendo leva sul senso civico degli altri partiti, a completare comunque le riforme principali, legge elettorale in primis, e a seguire riforma del lavoro e riforma fiscale di cui il nostro Paese ha vitale necessità. Ritengo altresì necessario però che, completata questa fase, si torni alle urne per poter garantire un governo stabile. Questo è il mio auspicio. Se poi Renzi ci riuscirà o no ce lo dirà solo il tempo.
Come vede un giovane imprenditore, titolare di una impresa specialmente di seconda o terza generazione, il rapporto con i suoi collaboratori in un momento di scarsità di lavoro?
Per mia fortuna non mi sono ancora trovato nella condizione di dover licenziare nessuno. Per cui rispondo alla tua domanda con una parola “gratitudine”. Al contrario della mia impresa, però, centinaia di altre società si sono viste costrette a porre fine a rapporti che in alcuni casi duravano da decenni. Solo nel 2013 nel settore dell’edilizia a Roma sono state licenziate più di 20.000 persone. Un dato impressionante che dovrebbe far riflettere alcune componenti politiche e un certo tipo di stampa che vede nella industria delle costruzioni solo una speculazione di
pochi a danno della comunità e dell’ambiente DIMENTICANDOSI il pesantissimo contributo occupazionale che il nostro settore e il suo indotto apportano al Paese anche come settore strategico per la ripresa economica.
Un pensiero costante nei giovani in senso lato è quellodi cercare altrove la conferma delle proprie capacità.Mai pensato a nuove possibili occasioni?
Personalmente penso che le capacità personali, qualora esistano veramente, si manifestino in qualunque campo, sia esso quello dell’impresa familiare o quello di una qualsiasi altra società o attività professionale nella quale ci si voglia cimentare.
Ci avete raccontato del Brasile e di Bratislava e so che il gruppo internazionalizzazione si da molto da fare, altre mete da scoprire?
Non sottovaluterei la Turchia. Un Paese in grande sviluppo sia economico che sociale (le proteste dell’anno scorso da parte della componente più laica del Paese ne sono la testimonianza) e che ha il grande vantaggio di essere molto vicino all’Italia.
L’edilizia ha molte facce incomprese; attività di gestione e realizzazione possono rappresentare un’alternativa?
Senz’altro! La gestione dei beni non residenziali realizzati è sicuramente l’evoluzione naturale del ruolo del mero costruttore appaltatore e immobiliarista. Ma non solo; nel campo residenziale si sta affermando quella che viene definita la gestione dell’energia. Mi riferisco ad esempio alle E.S.CO.
(Energy Service Company) che acquistano e installano nuove tecnologie che permettono un elevato risparmio energetico per poi rivendere questo risparmio all’utente finale.
Insomma alternative sicuramente ce ne sono. L’importante per i giovani è ingegnarsi e non gettare la spugna.
Un grido al domani?
Un grido? Che non ci arrenderemo nonostante tutto. Come Presidente dei giovani, ma anche come imprenditore, ho il dovere di essere ottimista e credere che con la tenacia e con l’inventiva riusciremo a tirarci fuori da questa situazione e a diventare più forti di prima.
Utilizziamo cookie tecnici necessari al funzionamento del sito e, previo consenso, cookie di statistica, funzionali e di marketing per analizzare il traffico e mostrarti contenuti in linea con le tue preferenze.
Impostazioni cookie
Puoi scegliere quali categorie di cookie abilitare. I cookie necessari sono sempre attivi perché indispensabili per il corretto funzionamento del sito.
Necessari
Necessari per il corretto funzionamento del sito e l’erogazione dei servizi richiesti (es. autenticazione area riservata, sicurezza).
Sempre attivi
Statistici
Ci aiutano a capire come viene utilizzato il sito e a migliorarne i contenuti (es. Google Analytics 4 tramite Site Kit).
Marketing
Utilizzati per mostrarti contenuti e annunci personalizzati e per integrazioni con social e video (es. YouTube, Facebook, Instagram).
Funzionali
Permettono funzionalità avanzate e alcune integrazioni esterne (es. mappe, reCAPTCHA, contenuti embedded non strettamente necessari).