INTERVISTE

Roma – Nuovi vertici al gruppo Giovani Ance - Il mondo delle imprese visto con i loro occhi
28 Gennaio 2016 
Sono molto felice di trovarmi di fronte al Presidente Roberta Vitale (R) e al Vicepresidente Gioia Gorgerino (G), due donne, giovani imprenditrici e madri di famiglia… che ci sia una squadra pronta a darci delle nuove energie!
 
Datemi un aggettivo per definire le linee guida del gruppo Giovani Imprenditori Nazionale.
R. Entusiasmanti. Il Gruppo Giovani ha il compito e la responsabilità di costruire il futuro del nostro settore nel medio e lungo termine. La capacità di sognare è innata nei giovani. Noi abbiamo la volontà di creare i presupposti perché i sogni di tutti i nostri imprenditori, giovani e meno giovani, possano diventare realtà imprenditoriali consolidate.
G. Io te ne do due. Coraggiose: dato il momento storico economicamente negativo. Stimolanti: per le idee innovative ed al
passo con i tempi.
 
Quali sono i vostri “goal” per i prossimi anni?
R. Uno dei nostri obiettivi primari è contribuire a “rinnovare” l’immagine del costruttore, non solo nei contesti tecnici e politici, ma anche nel vivere civile. Vogliamo metterci la faccia ed essere protagonisti della rivoluzione culturale che sta travolgendo anche il nostro settore.
G. Cercare di far tornare l’industria delle costruzioni al primo posto in Italia (deve essere uno dei nostri slogan almeno per il momento).
 
Parliamo a livello nazionale. Venite da due realtà regionali molto complesse, quali suggerimenti dareste per migliorare l’organizzazione della Nazione?
R. Parlare di semplificazione e meritocrazia nel nostro paese sembra quasi banale. Eppure queste due “semplici” parole, così tanto abusate, potrebbero portarci a livelli di competitività molto alti. Per tradurle in azioni concrete è necessario rompere gli schemi e andare avanti con coraggio, con scelte difficili, ma significative, iniziando anche dal basso, dalle questioni più semplici, sfruttando tutti gli strumenti che l’innovazione tecnologica ci mette a disposizione.
G. Anche io mi associo alla semplificazione delle regole sia nel privato che nel pubblico. Inviterei gli istituti a lavorare con più impegno perché nel settore OO.PP. ci sono troppe leggi , regolamenti, procedure e perdite di tempo. Basti pensare che nel settore pubblico tra pubblicazione gara, aggiudicazione, stipula contrattuale ed inizio lavori, può anche passare un anno! Non è umanamente possibile.
 
È nota la vostra attenzione alle opere pubbliche ma da imprenditrici cosa consigliereste anche alle piccole imprese che si occupano di privato?
R. Da una ricerca fatta dal Centro Studi dell’Ance di maggio 2015 su un campione di imprese, di varie dimensioni disseminate su tutto il territorio nazionale, le uniche che nell’ultimo anno hanno dimostrato di aver migliorato la propria competitività sul mercato, sono proprie le piccole e medie imprese che svolgono sostanzialmente attività nel mondo privato. Quindi, direi, che sicuramente questi due punti sono tra i cardini attorno a cui far ruotare lo sviluppo di tutte le nostre aziende.
G. Agli imprenditori privati, dico che nelle città e nei piccoli centri ci sono vecchi edifici che potrebbero essere demoliti e ricostruiti (rigenerati) a scopi abitativi e sociali, lo Stato potrebbe intervenire con finanziamenti alle imprese che operano in questo campo specialmente per il sociale.
 
Qual è il ruolo dei giovani nei confronti dei senior?
R. Il nostro ruolo è duplice. Da una parte, come imprenditori che quotidianamente affrontano le difficoltà del nostro mestiere, ci preoccupiamo di seguire le attività svolte dai nostri senior, cercando di supportarli con le nostre idee e le nostre proposte. Dall’altra, come giovani, profondiamo molte delle nostre energie nella ricerca di nuovi mercati e di strumenti utili a migliorare le nostre aziende.
G. Spronarli ad essere più combattivi, agire di concreto, stimolarli a fare di più, ascoltare le loro esperienze e dirgli cosa vogliamo fare.
 
Quali sono secondo voi in questo momento le città più appetibili al di fuori dello stivale?
R. Non credo che si possano individuare delle singole città quali migliori mercati verso cui indirizzare le nostre imprese. Quello che, invece, ritengo importante per le imprese che vogliono lavorare all’estero è comprendere come tale scelta possa essere vincente solo se intesa come opportunità e mai come fuga.
G. In questo momento storicamente molto delicato, le città più appetibili per noi imprenditori sono quelle che danno più sicurezza. Penso alle due potenze mondiali, Mosca e New York.
 
Dopo Expo si parla solo del Giubileo, grandi eventi che fanno sperare in una ripresa generale?
R. I singoli eventi come Expo, il Giubileo o, forse, le Olimpiadi, possono dare un contributo importante alla ripresa della nostra economia, ma, sicuramente, non sono in grado di sostenere tale ripresa a medio e lungo termine. Già diverso sarebbe se la progettazione delle infrastrutture a supporto di questi grandi eventi fosse pensata per un loro riutilizzo a fine evento.
G. Il Giubileo ha una durata troppo breve per pensare che possa influire sulla ripresa del settore. I lavori sono iniziati tardissimo e i finanziamenti sono molto scarsi, non a caso si parla del “Giubileo della Misericordia”.
 
Oramai dilagano negli animi di tutti, il pessimismo, il malumore, lo scontento e la continua ricerca dell’errore e del fallimento. Non credete sia proprio questo approccio a rendere le cose ancora più difficili?
R. Questo sentimento di sconforto certamente non può fare parte della natura dei nostri imprenditori. Purtroppo, però, gli ultimi anni sono stati difficilissimi ed i risultati di questa profonda crisi hanno lasciato segni indelebili nel nostro settore. Ciononostante, la ripresa sembra timidamente affacciarsi anche nel mondo delle costruzioni e questi primi segnali devono servire alle nostre imprese per ritrovare fiducia e ottimismo nel nostro futuro.
G. Sì purtroppo dal nostro lavoro non si hanno in questo momento più soddisfazioni. Gli ultimi dieci anni sono stati tremendi, sono fallite e hanno chiuso molte imprese; le banche non hanno dato credito agli imprenditori e tutti sono andati in difficoltà. Ciononostante sono ottimista, ho voglia di continuare e di combattere per raggiungere traguardi importanti.
 
Mi sento di poter affermare che solo il nostro settore lavorativo potrà far ripartire l’economia.
Infrastrutture, recupero e riqualificazione degli immobili, salvaguardia dei monumenti storici: tutto rientra nel concetto di rigenerazione.
R. Ovviamente sì! Siamo consapevoli che la rigenerazione, nei suoi molteplici aspetti, sia il futuro del mondo delle costruzioni. Dal pubblico al privato, dal recupero degli immobili vincolati alla riqualificazione delle aree industriali dismesse, è necessaria una profonda volontà di collaborazione tra il mondo politico e la classe dirigente.
G. Quando si costruisce, si restaura, si ristruttura un’opera sia pubblica che privata, non la si esegue solo per noi stessi (esecutori) ma per la società. L’Italia possiede un gran numero di palazzi sottoposti a vincolo abbandonati; consolidati e restaurati possono essere resi abitativi; nel sottosuolo poi si possono creare posti auto ed altre attività. Le periferie dovrebbero essere riqualificate e non abbandonate; le città dovrebbero essere rese vive. Questo per me è “rigenerazione” e quindi il nostro futuro.
 
L’inno della vostra squadra quale sarà?
R. #ANDIAMOAVANTI
G. Ruberò un famoso detto di F. W. Nietzsche “Quanto manca alla vetta? “; ” Tu sali e non pensarci!“ ( F. W. Nietzsche )
 
 
 
di Charis Goretti